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Raccolta Fondi per Organo Carmine Maggiore – #amoBallarò

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Organo storico della Chiesa del Carmine maggiore - Raccolta Fondi per organo Carmine Maggiore

XIV Festival Albert Schweitzer
amoBallarò

di Vito Franco Gaiezza
tempo medio di lettura: 10 minuti

L’associazione musicale Albert Schweitzer di Palermo, fondata nel 1990, porta un nome glorioso, rappresentativo sia sul piano culturale, musicologico, organologico, che sul piano etico e morale.


Raccolta Fondi per Organo Carmine Maggiore

Associazione musicale Albert Schweitzer – #amoBallarò
in collaborazione con
Ballarò significa Palermo – #Ballaròdautunno2015

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Concerti del XIV Faestival Albert Schweitzer
Sabato 10 ottobre
Domenica 11 ottobre
Lunedì 12 ottobre

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Ma chi era Albert Schweitzer?

Per i giovani e i giovanissimi la figura dell’alsaziano è pressoché sconosciuta.

Bisogna rivolgersi ai cinquantenni ed oltre, per far riemergere l’immagine di quel mite vecchietto dai baffi prominenti e il casco da colone.

Sì, è proprio il dottor Schweitzer, conosciuto per la missione in Africa, nel Gabon a Lambaréné, nei pressi del fiume Ogooué.

Uno stato poverissimo, allora; oggi, ma come del resto l’intera Africa, più ricco, ma in mano alle multinazionali. La maggior parte della ricchezza è appannaggio di pochi individui mentre la maggior parte della popolazione è sotto la soglia di povertà.

Schweitzer arrivò nel 1913, costruendo mattone su mattone, il leggendario ospedale. Oggi il vecchio ospedale di Lambaréné è diventato un museo, ma accanto ad esso ne è nato uno nuovo, nel 1981, tuttora operativo, sostenuto per metà da finanziamenti che fanno capo ad una apposita fondazione internazionale.

Albert Schweitzer nel 1965 in Gabon - Raccolta Fondi per Organo Carmine Maggiore - #amoBallaròPurtroppo Albert Schweitzer non è conosciuto in qualità di organista, musicologo ed organologo.

Prima di decidere di avventurarsi nell’africa equatoriale, Schweitzer si occupò di recupero di antichi organi a canne, ma soprattutto si prodigò per la diffusione della musica di Johann Sebastian Bach.

Le registrazioni rimaste, ovvero le sue esecuzioni all’organo, fanno storcere il naso ai puristi, e fanno sorridere gli organisti.

Voi direte perché?

Principalmente per la lentezza esecutiva e la scelta dei registri, non sempre consone alla nuova concezione filologica degli ultimi tempi.

Questo perché si conoscono le incisioni della Columbia adesso reperibili su Cd, e che risalgono al 1952, quando Schweitzer aveva quasi ottant’anni.

Pochi conoscono le incisioni del 1932. Spettacolare la Fuga in sol minore detta la piccola fuga, eseguita dal sessantunenne Schweitzer.

Diciamo che è il solito giudizio “grosso modo” che ci fa cadere nel pre-giudizio e nel pressappochismo.

Comunque, lunedì prossimo sempre alle 21,00 al San Saverio di Don Cosimo Scordato, a pochi passi dai carmelitani, ci sarà un dibattito attorno alla figura poliedrica di Albert Schweitzer, ponendo le varie letture del suo pensiero e delle sue opere.

Per ciò che riguarda la nostra piccola storia, la scelta di intitolare l’associazione ad Albert Schweitzer, è nata da intenti pressoché simili.

Anch’io assieme agli amici storici, ci siamo occupati di recuperare e salvaguardare il patrimonio organario della città.

L’abbiamo fatto con enormi sacrifici, e con pochissima attenzione da parte delle istituzioni siciliane preposte alla promozione e sostegno delle piccole associazioni.

Come Schweitzer, crediamo fortemente nel volontariato.


Franco Vito Gaiezza in Landsberg

Raccolta Fondi per Organo Carmine Maggiore
#Ballaròdautunno2015


Poiché sono le piccole azioni a ridare dignità alle cose e per ricaduta sugli esseri viventi.

Pensate, l’organo del Carmine Maggiore non emetteva suoni da ben cinque anni.

C’è voluto un piccolo gesto, un relé bloccato che impediva l’alimentazione al motore dell’organo.

Oggi lo strumento suona maldestramente, ma almeno è in grado di accompagnare una liturgia.

Occorreranno 60.000 euro per rimettere in sesto i due organi: l’antico organo del Briulotta, e non Brioletta come scritto nel vecchio depliant d’inaugurazione del 1968; e il nuovo organo Tamburini.

Come gli onesti artigiani di un tempo, la ditta di Crema ha, sì unito i due corpi da comandare con una consolle elettrica, ma lasciando di fatto l’antica catenacciatura e la meccanica originale che consentono di poter suonare sopra nel transetto laterale.

Nel ping pong istituzionale, i padri carmelitani si sono visti negare i contributi, da parte del FEC, del Ministero degli interni; della Presidenza regionale dell’ARS, e dei Beni culturali della Regione Siciliana.

Se questo balletto istituzionale continuerà con la proliferazione di chiacchiere infinite, noi dell’associazione Schweitzer, ci prodigheremo per intervenire sullo strumento, sistematicamente, ogni anno.

Con una manutenzione straordinaria e annuale, attraverso piccole offerte, donazioni e quant’altro, si provvederà alla riparazione, quantomeno per restituire il 60% delle potenzialità dell’organo del Carmine Maggiore.

In attesa, che gli Enti regionali e ministeriali sciolgano i nodi della burocrazia e delle famigerate competenze.

Bene, prescindendo dall’iniziativa “Salviamo lo storico organo a canne di Ballarò” ci è parso fisiologico promuovere i nostri 25 anni di attività culturale e musicale proprio qui.

il mercato di ballarò - Ballarò significa Palermo - Ballarò d'autunno 2015

Ballarò è il crocevia dell’interrazziale, portato all’ennesima potenza.

E’ Lambarenè del Gabon africano, in cui convergono neri, tunisini, indiani, arabi e ballarioti.

Se la vucciria è scomparsa per motivi socio-economici, tuttavia Ballarò resiste, ed ancora ci ammalia per il puzzo dell’immondizia e il tanfo dei pesci, per i profumi di spezie, e soprattutto per le grida spasmodiche dei venditori.

Quando Albert Schweitzer si recò nel 1913 a Lambarenè nel Gabon in Africa, tra il caldo che scioglieva i vestiti addosso, con lo sguardo attonito dei malati, il Dottor Schweitzer, capì l’importanza del rispetto per la vita, estesa a qualunque categoria vivente.

A Ballarò, carne contro carne, diversità contro diversità, si vive il disagio della nostra società: ovvero l’assenza di un pensiero sistematico e coerente; l’assenza delle autorità; la sottesa appartenenza verso qualcosa che non ha nome, ma che e con-presente; la presenza di Dio, della Madonna e dei santi (compreso Padre Pio ad ogni angolo) figure metafisiche che hanno perdonato gli omicidi, gli stupri e le micro-violenze quotidiane.

E ancora, l’immondizia e la sporcizia, vere installazioni artistiche, con attori a rimestare i liquami; e i turisti di ogni genere e categoria, sempre gioiosi, e sempre colti da stuporosi, provenendo essi, da un altro mondo, nel senso vero della parola. Eppure Ballarò ai molti palermitani risulta essere sconosciuto.

Dall’aristocratico borghese, al fannullone palermitano, alla lavandaia di un Pinguino lava a secco, e pure operai, professori, casalinghe e studenti (tranne coloro che ci vivono a Ballarò), insomma, questi meravigliosi panormiti, disconoscono la cupola della chiesa del Carmelo, vero gioiello architettonico-immaginifico. Costruita nel 1680 sotto la direzione dei lavori di frate Angelo La Rosa religioso carmelitano, la cupola s’innalza su tre ordini: tamburo, volta e lanternino.

Ma se si entra dalle vie laterali, si può ammirare la cupola, con i suoi giganti a sostenerla. Sono le quattro statue di stucco raffiguranti Mosè, Elia, San Giovanni Battista e Giona opera di Vincenzo Messina del 1681.

Ma è dentro il convento che l’anima si pacifica, alla vista del chiostro e del leggiadro colonnato.

E uscendo fuori, percorrendo la via intitolata a Giovanni Grasso, si intravedono le cupolette e il portale di S. Francesco Saverio all’Albergheria.
Mappa che mostra dove si trova l'Albergheria a Palermo - Raccolta Fondi per organo Carmine Maggiore
E così tutta Ballarò, stracolma di bellezze architettoniche, tra il pesce fetido e la frutta sempre colorata nelle bancarelle.

Schweitzer si sarebbe trovato a proprio agio: un’indiana con la figlioletta in braccio semi svenuta, recita un mantra per alleviare la bambina. Poi la scaraventa giù per rinfrescarle la fronte, alla fontana dell’Albergheria.

Neri più neri della pece, ti gridano in faccia, ma non per violenza innata, è il loro modo di esprimersi, soprattutto quando i decibel aumentano col frastuono delle auto-radio a colpi di bum bum bum, e canzoni napoletane, cantate non si sa perché da palermitani.

E poi ragazzi belli, bellissimi, bianchi, neri, nere, indiane e ganesi affascinanti, di una tale eleganza da sembrare principesse.

E poi ancora, panzacanigghia con maglietta radente l’ombelico, infradito ai piedi, anello e medaglione, e tatuaggio esteso sul braccio.

La trans storica, bellissima, variopinta, che ciclo-passeggia per le vie del quartiere.

E per finire il mercato di robaccia più che vecchia, in fila, per tutta la via Grasso, a ingrassare e ungere le strade, che poi rimarranno coperte di ogni genere di cose.

La sera l’autocompattatore, per volontà di Orlando, anzi Ollando, ingoia nella sua grande pancia il letame ormai disfatto dal sole. Ed ancora, i giovani, dai panca a bestia, ai freak tornati di moda, e le canne sempre presenti e l’olezzo gradevole che si espande per l’Albergheria, e una voglia di amore giù per le vie, nelle stanze compresse, nei bugigattoli dove si vive in 6, nelle case senza un riscaldamento, senza bidé e forse neanche la doccia.

Poi vi sono le case risistemate dai milanesi e vendute a peso d’oro. E per finire Don Cosimo, con la sua aura di benevolenza; Giovanni Garofalo e i carmelitani; Padre Furnari parroco dell’Albergheria. A loro un ringraziamento per la condivisione e la convivialità.

Noi della Schweitzer, non potendo festeggiare a Lambarénè, luogo in cui è sepolto il medico ed organista alsaziano, portiamo qui il suo nome, proprio a Ballarò, nel cuore dei carmelitani.

Senza organo, come ho detto poc’anzi, dal momento che il Fondo edifici di culto della Prefettura di Palermo – Ministero degli interni di Roma, non ha una lire per restaurare l’antico organo della chiesa del Carmelo. Per tale motivo nelle 3 giornate dal 10 al 12 ottobre, utilizzeremo il pianoforte, come soleva fare Albert Schweitzer a Lambarené, il quale suonava su un verticale con pedaliera innestata. Suoneremo musica di Bach, ovviamente, essendo stato Schweitzer un organista e un precursore della rinascita del sommo compositore tedesco, in epoca moderna; e poi ancora Franck per festeggiare i 125 anni della scomparsa, e poi Debussy, ed altro. Musiche eseguite nel cuore di questa mini-Africa rappresentata dalla commistione etnica, in un quartiere, forse il più vecchio di questa nostra… grandissima, amatissima e odiatissima Palermo.

Programma di ottobre di #Ballaròdautunno2015

Per scaricare il calendario di #Ballaròdautunno2015


Maestro Vito Franco Gaiezza Presidente Associazione Albert Schweitzer - Raccolta Fondi Organo Carmine Maggiore Palermo - amoBallarò
Franco Vito Gaiezza
Fondatore e Presidente dal 1990, dell’Associazione musicale Albert Schweitzer di Palermo. Ha pubblicato per l’Editore Momenti di Ribera i brevi racconti: Là dove si posano le coccinelle (romanzo+Cd); Le ali mozzate delle libellule; Il Mistero della Timpa; Giuna, la fanciulla che amava volare su piume di struzzo (Favola); La pace degli uccelli. Il saggio su Franck 12 Pezzi per organo.


 

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