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Passeggiate sonore a Palermo

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Passeggiate sonore a Palermo - Ballarò significa Palermo - Ballarò d'autunno 2015

 

Passeggiate sonore a Palermo

 

Oggi in una contesto dominato dall’immagine – che deve essere immediata, veloce e comunicare tutto subito – ascoltare il mondo, percorrerlo, passeggiare in silenzio e in ascolto, significa esplorare una realtà in cui siamo da sempre immersi in maniera incosciente; una realtà di suoni, di distanze e di tempi con la quale interagiamo, quotidianamente, come produttori e fruitori, attivamente e passivamente, ma sempre meno consapevolmente.

Le passeggiate sonore (soundwalk) sono un metodo per rallentare e soffermarsi ad ascoltare il mondo fuori e dentro di noi.

La passeggiata sonora offre, da una parte, la possibilità di sperimentare un percorso nell’ambiente attraverso l’udito, e di recuperare un rapporto diretto con le proprie percezioni sonore attraverso l’ascolto cosciente del paesaggio esplorato.

Dall’altra parte, andare ascoltando lungo le vie della città, porta i partecipanti “soundwalkers” a individuare e riconoscerne i suoni caratteristici che, alla pari di monumenti e luoghi storici “visivi”, sono “testimoni” dell’identità e della memoria dei luoghi, tanto che si può parlare di una “memoria sonora”, anch’essa da scoprire e tutelare.

L’attività, inserita in Palermo in tutte le lingue, mette in evidenza il valore dell’ecologia acustica – ovvero l’analisi delle relazioni tra i suoni prodotti nell’ambiente (il Paesaggio Sonoro) e della loro influenza su reazioni fisiche e di comportamento degli individui che vi sono immersi – e mira ad ampliare il numero delle persone, progressivamente più informate e consapevoli, che inizino a riappropriarsi del proprio udito nel rapporto con la realtà circostante.

Raymond Murray Schafer, studioso del Paesaggio sonoro - Passeggiate sonore a Palermo - Ballarò significa Palermo - Ballarò d'autunno 2015Se la percezione del sonoro d’ambiente nell’opinione pubblica è prevalentemente focalizzata sul suo effetto inquinante, il rumore, considerato che la nostra attenzione è sollecitata dai decibel della pressione sonora derivati dal traffico automobilistico caotico, dagli aeroporti, dai motori delle officine artigianali ed industriali; tuttavia, dalle indicazioni fornite dagli studi sul paesaggio sonoro, a partire da quelli del musicista canadese Raymond Murray Schafer, si scopre la prospettiva strategica costituita dalla valorizzazione del paesaggio – e di quello sonoro in particolare – come elemento qualificante del patrimonio ambientale e culturale.

La metodologia proposta nelle passeggiate sonore a Palermo fa riferimento al progetto Punto.Linea.Silenzio Per un’ecologia dell’orecchio elaborato da canecapovolto, collettivo artistico di Catania, e promosso dalla Rete Siciliana per il Paesaggio Sonoro.

Le passeggiate verranno guidate da Alessandro Aiello (artista audiovisivo) e Giulio Pirrotta (operatore musicale) e condurranno i partecipanti tra le vie e le piazze del territorio di Ballarò e dell’Albergheria, a partire da San Giovanni decollato e dalla Biblioteca delle Balate.

I percorsi attraversano luoghi ad alta densità di traffico – di persone e di veicoli – e luoghi che permettono un ascolto più ad alta fedeltà e l’individuazione di “scorci acustici” vista la minore presenza sonora. Si potranno notare, tra l’altro, atmosfere acustiche antiche e il nuovo paesaggio sonoro realizzato con le chiusure ai veicoli lungo gli assi viari del Cassaro e di via Maqueda.

Il tema del paesaggio sonoro verrà approfondito. nel pomeriggio alle ore 18 presso la chiesa di San Giovanni decollato, con Giulio Pirrotta (operatore musicale) e Alessandro Aiello (artista audiovisivo), conduttori delle passeggiate sonore a Palermo, che, insieme a Marco Gullo (ingegnere, ricercatore di fisica acustica e tecnico competente in acustica d’ambiente) e a Michelangelo Pavia (architetto), si confronteranno in una conversazione a più voci, aperta all’intervento del pubblico presente, sul tema di costante attualità: “Il Paesaggio sonoro di Palermo tra movida e pedonalizzazioni”.



Note

PUNTO.LINEA.SILENZIO

Passeggiate sonore - Ballarò significa Palermo - Ballarò d'autunno 2015Il progetto si propone di far conoscere a bambini e ragazzi la Realtà che li circonda attraverso la riscoperta del senso dell’udito e delle capacità narrative del Suono e far sviluppare in loro una coscienza ecologica a partire dall’esperienza sonora.

La premessa al progetto “Punto.Linea.Silenzio” è che il rumore presente nelle aree urbane e nelle nostre vite quotidiane potrebbe essere limitato e controllato, ma mai ridotto in maniera significativa, dato che –come vedremo – musica e suoni ad alto volume sono espressione di una precisa cultura e politica economica.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha stabilito ad un massimo di 45/55 decibel il livello di rumore notturno e diurno, mentre in città il livello medio di rumore si attesta sui 90 db e secondo le stime di Raymond Murray Schafer (pioniere dell’ecologia acustica) è destinato a crescere di mezzo db ogni anno.

La legge italiana n.447/1995 definisce l’inquinamento acustico, causato dall’eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità, come “pericolo per la salute umana”.

Ma il rumore non è soltanto responsabile di patologie che interessano il sistema uditivo ed il sistema nervoso, è stato stimato che esso è tra le prime cause di distrazione e “bassa produzione” in ambienti lavorativi.

A tutt’oggi l’emergenza rumore è stata affrontata soprattutto dal mercato, che ha progettato strategie leggere come il cosiddetto “noise cancelling” mettendo in vendita diversi modelli di tappi auricolari (capaci però di ridurre i rumori soltanto di 25 o 33 db al massimo) e l’utilizzo di generatori di rumore bianco (simile ad un continuo fruscio) che viene usato per coprire il rumore di fondo di determinati ambienti di lavoro.

Apparato uditivo e percesione del suono in Passeggiate sonore a Palermo - Ballarò significa Palermo - Ballarò d'autunno 2015Quella del rumore è una dittatura alla quale ci siamo lentamente assuefatti e che limita sempre più diverse nostre libertà. Il Silenzio, normalmente considerato alla stregua del “vuoto” e del “nulla” fa invece paura.

La cultura dell’intrattenimento sempre più ossessivamente tende a coprire e ad allontanare il Silenzio con suoni sempre più forti… in alcune palestre la musica di sottofondo tocca i 105 db con l’intento di rendere l’ambiente più piacevole e gli strateghi dell’Hard Rock Cafè, ad esempio, hanno calcolato che incrementando il volume della musica i clienti parlano di meno, consumano di più e restano dentro il locale per un tempo più breve …

E’ una battaglia difficile proprio in quanto i suoni assordanti vengono utilizzati con un preciso tornaconto economico.

Il rumore influenza il comportamento dei consumatori in 4 modi diversi: fisiologico (alterando le secrezioni ormonali), psicologico (condizionando il nostro stato emotivo), comportamentale (vedi Guantanamo ed Abu Ghraib, dove il suono era usato come strumento di tortura) e cognitivo (dato che i canali uditivi sopportano meno informazioni di quelli visivi ed è facile saturarli in fretta).

L’obiettivo di questo progetto è quello di scoprire attraverso un preciso programma (rivolto principalmente, e non a caso, ai cittadini più giovani) le capacità acustiche dell’orecchio umano, la straordinaria ricchezza evocativa dei suoni naturali e di narrazioni più complesse basate unicamente su elementi sonori.

L’evidenza della realtà del Rumore costituisce un momento fondamentale nel percorso di ricerca.
Constatare la presenza del rumore prodotto dalle macchine della produzione, durante lavoro (ma anche durante il tempo libero) ci induce a considerare il costo di un equilibrio precario: il rumore della città ha effetti collaterali sempre più drammatici sul sistema nervoso, sullo stesso udito, sulle nostre emozioni e sulla nostra immaginazione.

Insegnare che oltre a difenderci semplicemente dal rumore è possibile inventare e progettare spazi e momenti che possiamo dedicare all’ascolto e a noi stessi sarebbe già un grande risultato.

 



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