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Le botteghe letterarie per la via dei Librai

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>>Programma completo <<

Le botteghe letterarie per la via dei Librai. Un appuntamento sul Cassaro alto, ideato dai Soci dell’Associazione Cassaro Alto che avvia un percorso che durerà tutto l’anno con la prospettiva di recuperare la vocazione naturale dell’antico Cassaro alla promozione della cultura del libro valorizzando anche le botteghe e le attività dei soci.

In vista della II edizione de La via dei Librai, il secondo appuntamento del ciclo de Le botteghe letterarie per la Via dei Librai. Partecipano Domenico Conoscenti, autore di “Quando mi apparve amore” (edizioni Mesogea) e Giorgio D’Amato, autore di “Cernia Tossica” (edizioni Mesogea), Maurizio Zacco, Francesco Lombardo e la libraia Susan Vaccaro.

L’appuntamento è promosso dall’associazione Cassaro Alto con la Libreria Vaccaro, in collaborazione con Editori allo scoperto e Ballarò di Primavera 2017. (info: laviadeilibrai@libero.it, www.cassaroalto.it).

Schede libri:

Domenico Conoscenti, Quando mi apparve amore, edizioni Mesogea.

Scritti nell’arco di diversi anni, i racconti di Domenico Conoscenti avvincono e spiazzano muovendosi nel territorio avventuroso dei sentimenti e dei turbamenti dei personaggi che ora avanzano, ora affondano nella  ricerca e nello smarrimento dell’identità, quella degli individui come quella delle comunità e dei luoghi. Racconti che si aprono e chiudono come ferite dell’anima, restituendoci la topografia di una Palermo poco nota, umbratile teatro di sofferti rapporti d’amore. L’omosessualità vi irrompe con forza di linguaggio, e di linguaggio amoroso che prende corpo e voce sporgendosi sull’abisso dell’ingiustizia.

Giorgio D’Amato, Cernia Tossica, edizioni Mesogea.

Il nuovo romanzo di Giorgio D’Amato percorre il ventennio berlusconiano attraverso l’attrazione fatale di Rosanna – giovane colta e di sinistra – per Germano, ragazzo bello, furbo, con il fiuto per gli affari e i soldi facili.
Lui è la mente che coglie tutte le opportunità tra le maglie sempre lasche delle leggi, lei una sorta di redattrice fantasma che traduce i suoi progetti economico-criminosi in business plan e rendiconti burocratici.
Storia di una «relazione pericolosa» e del fascino rovinoso della corruzione, Cernia tossica ci riporta con acutezza e lucidità a questioni come il boom dei «diplomifici» e l’intossicazione universale da «finanza derivata».

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